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Che cos’è un Art Consultant

Nel linguaggio anglosassone corrente, il lavoro dell’Art Consultant consiste innanzitutto nell’occuparsi di arte come materia evolutiva di soluzione ai problemi filosofici, interpretativi e persino concreti delle persone, delle istituzioni e delle imprese. La consulenza si traduce in analisi e sintesi, fatte insieme alla committenza, attraverso la comprensione e l’applicazione delle pratiche dell’arte contemporanea a tutti i processi, nessuno escluso. Lo chiamiamo problem solving, esattamente come facciamo nei processi industriali, imprenditoriali, architettonici, urbanistici, amministrativi e politici, sociali o individuali che siano.

Ho scelto di aggiungere al job title di Consultant, la definizione di Artitude Developer perché l’arte, ossia la teknè, è un’attitudine fisiologica, biologica e neuronale di comprensione del proprio mondo tramite la creazione o l’osservazione attiva dell’immagine, dato che la mente può ragionare solo per suoni, profumi, tatto e, appunto, immagini. Purché queste siano di qualità e non costruite per vendere un prodotto di cui non si ha realmente bisogno… L’arte, quindi, è connaturata all’anatomia ed è presente in ogni uomo dalla nascita, risponde in maniera onesta a sogni e bisogni dell’Uomo e, soprattutto, si può sviluppare riconoscendone le valenze nella propria vita quotidiana, facendone un uso appropriato e naturale legato al raggiungimento della felicità.

Perciò, per conoscere meglio un artista si chiama un Art Consultant.
Per ragionare di arte e vita quotidiana si chiama un Art Consultant.
Per costruire una collezione si chiama un Art Consultant.

Per capire meglio come leggere i linguaggi degli artisti viventi che fanno ricerca, interagire e confrontarsi con loro, si chiama un Art Consultant.
Per comprare un’opera d’arte di ricerca che risvegli il nostro senso critico e ci porti a vedere noi stessi nell’opera, e non più a celebrare semplicemente l’artista, si chiama un Art Consultant.
Per progettare la visione su tela della propria vita, uscendo dalla programmazione imposta della televisione, si chiama un Art Consultant.
E con il proprio Art Consultant si fanno chilometri e chilometri alla ricerca di nuovi collegamenti con le proprie interiorità, delle narrazioni reali della realtà, del rinnovamento dei processi produttivi partendo dal nutrimento della propria immaginazione. Si percorrono nuove strade, insieme ad altri o da soli, alla ricerca dell’arte perduta…

Un Art Consulant è un consulente. Magari ci mette passione, intuito, inconscio e visione, ma è un consulente che mette le pratiche dell’arte nei processi professionali.

L’arte visiva è una disciplina millenaria che narra delle relazioni tra uomini e donne, uomini e uomini, donne e donne, uomini, donne e resto del mondo… esattamente come il teatro, la danza, il cinema, la letteratura, la musica, come anche la scienza o il diritto ma, a differenza di tutte le atre discipline, lascia una testimonianza perenne, un’opera immortale che si può osservare per sempre, con cui si può dialogare e interagire continuamente. È quello che si chiama approfondimento: l’arte ci regala tutto il tempo necessario per specchiarsi, riflettere, riflettersi ed evolvere.

Per questo bisogna, ad un certo punto, saper riconoscere la qualità.

Un bravo Artitude Developer, quindi, a seconda del livello di formazione del cliente (che 9 volte su 10 diventa amico, perché le interiorità si mostrano solo agli amici), pensa e progetta insieme al cliente stesso l’education, l’informazione continua e la costruzione di una visione sempre più informata. Che poi servirà a costruire la collezione nella versione più somigliante possibile ai propri bisogni reali e personali.

Niente di accademico e di noioso, ovviamente; puro divertimento intelligente, edutaiment, esplorazioni e viaggi avventurosi.
Questo è quello che fanno gli Art Consultant veri, quelli di nuova generazione; accompagnano, senza invadenza e con leggerezza, appassionati, neofiti, curiosi ma anche istituzioni, imprese e collezionisti già maturi, nell’esplorazione dei territori accreditati dell’arte, perché non si scoprano nuovi talenti quando ormai sono nei libri, quando ormai è troppo tardi anche solo per comprarli e viverli in prima persona.

Poi gli Art Consultant fanno tante altre cose, come curare investimenti e progetti di responsabilità culturale di imprese e di istituzioni, dove gli obiettivi economici e neuronali siano entrambi previsti. Ma questa è un’altra storia che potete leggere nelle altre sezioni del sito.

Nel caso vogliate approfondire, sarà un piacere dialogare e costruire ragionamenti insieme. I miei recapiti sono nel sito alla sezione Contatti.

Benvenuti, e buon viaggio.

Francesco Cascino

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